Note
I modelli a tempo discreto sono modelli descritti da equazioni di stato del tipo:
Nel caso lineare tempo invariante allora questa diventa:
Equilibri
Nei sistemi tempo invarianti fissiamo , e quindi .
Nei modelli lineari si ha:
E quindi l’equilibrio esiste se e solo se è invertibile:
Movimenti
Nei sistemi lineari tempo invarianti, fissati e , possiamo dire che:
Definiamo il movimento perturbato come il movimento con stesso e :
Notando che:
Nel caso scalare possiamo dire che per allora diverge, per allora è limitato e per allora .
Nel caso vettoriale si trovano gli autovalori di , detti modi . Quindi si studia la modulante reale di tutti . Per è divergente, per è limitato e per .
Nel caso non diagonalizzabile ( con ) i modi saranno:
Nei nodi composti , per allora diverge, altrimenti per allora converge.
Quindi la condizione necessaria e sufficiente per l’asintotica stabilita è:
Mentre per la condizione sufficiente per l’instabilità è:
Studio della stabilità
Note
Esistono diversi metodi per lo studio per l’analisi della stabilità di modelli a tempo discreto. Ricordando la forma del polinomio caratteristico:
Tra questi troviamo:
Criterio di Jury
Dopo aver definito il polinomio caratteristico si definisce la tabella di Jury, una tabella triangolare di righe costruita in modo ricorsivo, la prima riga sarà costituita da:
La riga -esima si costruisce dalla -esima:
Se allora la tabella si dice non ben definita.
Il criterio di Jury ci dice che il sistema è asintoticamente stabile se e solo se:
Per , quindi , si deve avere che:
Linearizzazione
Note
Il processo di linearizzazione è analogo a quello in tempo continuo.