Note

Definiamo un progetto di investimento come un insieme di attività implementate dall’impresa con un obiettivo sociale. Questo ha come obiettivo di generare benefici, a fronte di uno sforzo economici, cioè dei costi.

Un investimento ha tre caratteristiche:

  • Difficile reversibilità: significativi impieghi iniziali di risorse, difficili da rivedere/ricontrattare
  • Impatto di lungo periodo: mentre solitamente i costi sono concentrati all’inizio, i ricavi sono distribuiti su un orizzonte temporale
  • Effetto incerto: i risultati economici generati non sempre sono perfettamente chiare e/o prevedibili. È quindi caratterizzato da rischio e incertezza

Per l’impresa è quindi cruciale capire se un progetto conviene, cioè se il trade off tra costi e vantaggi è vantaggioso.

Tecniche finanziarie

Note

Per isolare e studiare l’effetto marginale dell’investimento sulla creazione dei flussi di cassa, si identificano i flussi di cassa differenziali generati dal progetto per l’impresa:

Attualizzando tutti gli generati da un progetto, possiamo andare a definire il suo valore attuale netto:

Questo rappresenta il contributo marginale che il progetto genera per il valore dell’impresa, dove il tasso di attualizzazione è pari al rendimento minimo richiesto dall’impresa sul capitale che viene utilizzato per finanziare il progetto.

Talvolta questa formula può diventare:

Dove è l’investimento iniziale e è il valore di terminale.

Par valutare un investimento bisogna considerare i flussi di cassa netti generati:

  1. Si identificano gli effetti dell’investimento, valutando come influenza l’impresa
  2. Si traduce e quantificano tali effetti in termini economici
  3. Per ogni anno, si redige un conto economico differenziale
  4. Per ogni anno, si ottengono i flussi di cassa netti associati a questo utile

Misura economica a calcolo dei NCF

Gli effetti dello specifico investimento vanno isolati dalle restanti attività d’impresa. Consideriamo quindi la logica differenziale, che dice di considerare tutti e solo i flussi direttamente generati dall’investimento. Questi includono gli effetti collaterali: il progetto può impattare anche su altre parti dell’impresa (sinergie e erosioni).

Utilizzando le variazioni individuate, possiamo redigere un CE differenziale, che include voci come:

  • Ricavi
  • Costo delle MP
  • Costo del lavoro
  • Costo dei servizi
  • Costo di manutenzione
  • Costo dell’energia
  • Imposte

Possiamo poi passare da una logica economica ad una logica finanziaria, considerando solo le componenti che generano flussi di cassa nel periodo considerato.

Metodo indiretto

Nel metodo indiretto si costruisce il rendiconto finanziario partendo dall’utile netto differenziale, e si correggono gli effetti delle componenti “non-cash”, cioè si rettificano ammortamenti, accantonamenti e plusvalenze/minusvalenze e rettifiche di valore di attività non correnti.

Si fanno inoltre rettifiche dovute alla variazione di capitale circolante netto operativo (CCNO), cioè la differenza tra attività e passività correnti, escludendo la cassa. Quindi l’utile lordo differenziale è:

àà

Indice di profittabilità

Note

L’indice di profittabilità (PI) è dato dal rapporto fra il valore attuale dei flussi di cassa generati dall’investimento e il valore tutte le somme investite:

Ed indica il rendimento assicurato dal progetti di investimento per ogni euro di capitale investito, cioè la produttività marginale dell’investimento effettuato.

All’impresa conviene investire se , questo perché tra PI e VAN c’è una relazione diretta, e in tal caso c’è VAN positivo.

Il PI permette inoltre di classificare i progetti secondo la loro capacità di generare valore.

Tasso di rendimento interno

Note

Il tasso di rendimento interno (TIR) è il valore del costo di capitale che rende il VAN nullo:

Questo è quindi una misura della redditività intrinseca (rendimento annuo intrinseco) del progetto.

Per il progetto ha redditività superiore a quella richiesta dagli investitori, per è indifferente e per il progetto non rende a sufficienza.

Il TIR ha come pro:

  • Permette di individuare il tasso di ‘break-even’ finanziario
  • Permette ad analisti ed investitori di valutare la performance di diversi progetti in termini relativi
  • È preferibile al VAN quando il tasso di attualizzazione dei flussi è noto oppure variabile

Tuttavia, ha come contro:

  • Se il VAN è sempre positivo, il TIR non esiste
  • Può non distinguere tra operazioni di investimento e finanziamento
  • In caso di flussi di cassa futuri non convenzionali, esistono più TIR

Tempo di restituzione

Note

Il tempo di restituzione (PB) definisce l’orizzonte temporale oltre il quale il progetto crea valore:

Questo parametro misura la rischiosità del progetto. In altri termini, dato l’orizzonte temporale ultimo di un ipotetico investimento, per questo conviene.

Il PB ha come pro:

  • Cattura il grado di liquidità del progetto
  • Permette di individuare il tempo massimo di recupero, dando valore decisionale al momento entro cui l’impresa prevede di recuperare l’investimento iniziale
  • Molto utile quando c’è forte incertezza futura

Tuttavia, ha come contro:

  • Non misura l’economicità dell’investimento
  • Enfattizzare troppo il breve termine può essere limitante

Capitale di terzi

Note

L’azienda può decidere e finanziare l’investimento utilizzando capitale proprio, o anche di terzi, quindi indebitandosi.

Se utilizza interamente il proprio capitale, il costo opportunità del capitale è rappresentato dal costo di opportunità di un investimento con rischio simile:

Dove è il tasso di rendimento privo di rischio e è il premio per un rischio comparabile.

Se utilizza capitale di terzi, deve ripagare i finanziatori per il costo del capitale di debito da loro richiesto. Spesso le aziende adottano un mix di entrambi. In questo caso il costo del capitale è il Weighted Average Cost of Capital (WACC):