Note

Le decisioni di breve periodo sono scelte di pianificazione operativa, che servono per tradurre indicazioni strategiche o di lungo termine in azioni e indicazioni pratiche di breve periodo.

Queste hanno effetti limitati nel tempo e sono prese con risorse strutturali fissate.

Uno dei contesti decisionali più importanti nell’ingegneria industriale è quello della pianificazione della produzione. Per un’impresa è importante avere strumenti per decidere quanto produrre, quando e di che cosa, in funzione anche delle previsioni sulle vendite.

Nella pratica si richiede l’autorizzazione da parte dei manager di divisione, in quanto l’impatto sulla struttura dell’impresa non è duraturo, e nel prendere queste decisioni è importante la rapidità.

Per prendere queste decisioni si usano dei criteri decisionali semplici, tra cui fissare un limite massimo di spesa nel budget e si considerano costi e ricavi.

Costo nell'impresa

Ricordando che i costi di produzione possono essere fissi o variabili, supponiamo per ipotesi che il costo variabile di interesse è un costo variabile unitario:

E dati costi fissi e variabili, definiamo il costo totale come:

Useremo l’intervallo di rilevanza, cioè un intervallo di attività o di volume produttivo all’interno del quale si suppone valida una specifica relazione tra volume e costo. Spesso coincide con la capacità produttiva esistente.

Decisioni Make or Buy

Note

Le decisioni make or buy sono decisioni inerenti la scelta tra:

  • Produrre un determinato input/componente/prodotto all’interno dell’impresa
  • Acquistare l’input/componente/prodotto sul mercato

Gli step della valutazione sono:

  1. Identificare le alternative di Make e Buy
  2. Si adotta una delle due alternative come caso base
  3. Si calcolano i costi e i ricavi differenziali al caso base
  4. Si preferisce l’alternativa che crea il maggior valore economico

Break-Even

Note

L’analisi di break-even permette di individuare il punto di pareggio, o break-even point (BE), che è quel livello (o mix) produttivo che assicura all’impresa:

  • Copertura dei costi di produzione
  • Ottenere un certo livello di profitto obiettivo

Generalmente, l’obiettivo dell’impresa è quello di raggiungere un volume produttivo superiore al BE, cioè determinare il minimo volume operativo ():

Il grado di leva operativa (DOL) è un parametro che cattura l’elasticità al margine di rispetto a , ne cattura la sensibilità alla variazione delle vendite. Indica di quanto aumenta percentualmente il margine operativo all’aumentare di un punto percentuale di :

Caso mono prodotto

In caso di imprese mono-prodotto, avremo:

Definendo come margine di contribuzione, ovvero il contributo al margine realizzato dalla vendita di un’unità aggiuntiva di prodotto, infatti:

È ricavabile che la deve soddisfare un minimo:

Se l’impresa puntasse a raggiungere un livello prefissato di margine operativo, si potrebbe generalizzare la formula precedente come:

Il punto di pareggio può anche essere espresso in termini percentuali sui ricavi totali (RT):

center

In questo caso si ha che:

Caso multi prodotto

Un’impresa è multi prodotto quando ha a catalogo un mix di prodotti diversi. In questo caso, per determinare il punto di break even è necessario definire il mix di produzione, cioè la quota di produzione da allocare a ciascun prodotto -esimo:

Definiamo poi il margine di contribuzione medio ponderato:

Dove è lo specifico margine di contribuzione del prodotto -esimo. A questo punto il break even del prodotto -esimo è dato da:

Si ha che:

Mix produttivo

Note

In caso di azienda multi prodotto, l’obiettivo dell’ingegnere è cercare di capire come ottimizzare il mix produttivo, cioè capire quale prodotto è più opportuno realizzare e quanto conviene produrre di ciascuno dei prodotti sotto eventuali vincoli.

Per farlo si calcola il margine di contribuzione di ciascun prodotto, in assenza di vincoli si produce il prodotto con margine di contribuzione maggiore, e in caso di vincoli si risolve un problema di ottimizzazione vincolata. In particolare:

  • In presenza di vincoli di consumo di risorse si massimizza il margine di contribuzione per risorsa scarsa
  • In presenza di vincoli di politiche aziendale si soddisfano gli eventuali vincoli di minimo di produzione e si massimizza il margine di contribuzione
  • In presenza di vincoli di mercato si massimizza secondo il margine di contribuzione senza superare i vincoli di massimo di produzione

In caso di quantità minima/massima di output producibile, si ricorre a tecniche di programmazione lineare, che massimizzano la funzione obiettivo, cioè il margine di profitto, rispettando i vincoli imposti.

In presenza di risorse in input limitate, andiamo a calcolare il margine di contribuzione per risorsa scarsa , tendo conto del coefficiente tecnico di assorbimento della risorsa scarsa :

Dove rappresenta il consumo standard della risorsa considerata, associato alla produzione di un’unità di output finito del prodotto -esimo, cioè il costo di produzione in termini di unità della risorsa scarsa.

Andremo quindi a privilegiare il prodotto che offre il margine di contribuzione per risorsa scarsa più elevato.